CALL FOR PAPERS 2/2026
La Scuola e l’Uomo – Ricerca
ISSN: 2785-7107
Collocata dall’Anvur in Classe A per l’Area 11 Settori 11/D1 – 11/D2.
Le nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo di istruzione
Nell’arco degli ottant’anni della sua vita repubblicana, la scuola italiana – in particolare la Scuola Primaria – ha visto molteplici interventi riformatori del curricolo scolastico: per tre volte nei primi sessant’anni (si chiamavano “Programmi”), e per ben cinque volte negli ultimi venti (“Indicazioni nazionali”).
I programmi didattici introdotti nella seconda metà del Novecento sono stati abbastanza longevi: 10 anni (1945-1955), la durata di quelli scritti un anno prima del referendum istituzionale sotto il coordinamento del pedagogista statunitense Carleton Washburne e adottati con decreto luogotenenziale a firma di Umberto di Savoia e del Guardasigilli Palmiro Togliatti; 35 anni (1955-1990), quelli firmati dal ministro Ermini e 19 anni (1990-2004) quelli del ministro Falcucci (il DPR 104 che li introduce è del 1985, ma avranno attuazione a partire dal 1990, dopo l’emanazione della legge 148/1990).
Nel XXI secolo si alternano in rapida successione le “Indicazioni Moratti”, nel 2004, e quelle emanate dal ministro Fioroni con il DM 31 luglio 2007. Il passaggio sollevò una questione relativa alla gerarchia delle fonti, poiché un decreto ministeriale interveniva su un impianto definito da un decreto legislativo. Nel 2012 le Indicazioni nazionali emanate dal ministro Profumo ricondussero il quadro entro una fonte regolamentare organica. Da ultimo, il 9 dicembre 2025, è stato emanato il Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, adottato con il DM 221/2025 dal ministro Giuseppe Valditara.
Si tratta di interventi significativi, capaci di incidere sull’architettura generale del sistema scolastico e sulla sua fisionomia. A essi sottendono diverse teorie pedagogiche, finalità dell’educazione e concezioni dell’essere umano, ovvero differenti antropologie pedagogiche.
I programmi di Washburne erano ispirati dall’attivismo pedagogico deweyano (in ambito americano noto come Progressive Education); quelli di Ermini – affiancato da Giorgio Gabrielli e Attilio Frajese − si ispirarono al personalismo pedagogico cattolico; quelli della Falcucci al cognitivismo. Fu un esperimento pedagogico di notevole portata. La commissione ministeriale, in quel caso, era presieduta da Giuseppe Fassino, ma le figure di spicco erano Mauro Laeng, Cesare Scurati, Lydia Tornatore, Giovanni Maria Bertin e gli esponenti della cosiddetta “scuola laica” − Franco Frabboni, Roberto Maragliano e Benedetto Vertecchi –, i quali tradussero i nuovi programmi in una struttura didattica e organizzativa, introducendo il ”modulo”, decostruendo il sussidiario, disegnando nuove modalità di valutazione.
Negli anni Duemila – dopo l’entrata in vigore dell’autonomia scolastica e la riforma del Titolo V della Costituzione – i programmi didattici, ora denominati “Indicazioni”, si sviluppano secondo schemi diversi, che tengono conto della mutata architettura costituzionale, in cui le scuole diventano uno dei perni del sistema delle autonomie. È la volta di Giuseppe Bertagna, che affianca il ministro Moratti, il quale si ispira alle pedagogie della persona, attingendo alla lezione di grandi filosofi e pedagogisti come Jacques Maritain e Víctor García Hoz, introducendo per la prima volta nella scuola italiana il concetto di “personalizzazione”.
Le Indicazioni per il curricolo del 2007 e quelle del 2012 riflettono una diversa temperie culturale e pedagogica e segnano una discontinuità rispetto all’impianto morattiano. Nel percorso che conduce al testo del 2012 assume rilievo la presidenza della commissione affidata a Mauro Ceruti, coadiuvato da Italo Fiorin: vi confluiscono la prospettiva della complessità, l’umanesimo integrale, la didattica per competenze e l’educazione alla cittadinanza globale e planetaria. Sul piano curricolare restano centrali gli obiettivi di apprendimento e acquistano particolare rilievo i traguardi per lo sviluppo delle competenze.
Giungiamo infine alle più recenti Indicazioni nazionali del ministro Valditara, la cui commissione scientifica è presieduta dalla pedagogista Loredana Perla che, sempre nel quadro del personalismo pedagogico curvato questa volta in senso comunitario (Emmanuel Mounier) e all’insegna di un’idea di scuola che ha nella valorizzazione della funzione magistrale, della corresponsabilità educativa e della educazione al rispetto, all’empatia e alle relazioni i suoi cardini pedagogici, schiude fronti di innovazione della didattica scolastica.
Quale concezione dell’essere umano emerge da tale nuova impostazione? Quale idea di scuola e di didattica è sottesa alle discipline?
Non esistono, peraltro, approfonditi studi sistematici che mettano in connessione tali “cambi di paradigma”, determinati dall’introduzione di nuovi curricoli scolastici, con il successo formativo degli alunni delle nostre scuole: questi vengono registrati dalle indagini internazionali (nella primaria: IEA-PIRLS e TIMMS). Eppure, diversi studiosi evidenziano l’importanza che siffatte rilevazioni potrebbero avere per la ricerca scientifica, attraverso rigorose comparazioni sull’efficacia dei ‘programmi didattici’ (Calvani, 2022; Pellegrini, Vivanet, Trinchero 2018).
La pubblicazione delle nuove Indicazioni nazionali è stata accompagnata da un ampio dibattito, che resta tuttora aperto. Le diverse posizioni hanno riguardato, tra gli altri aspetti, l’impianto culturale e pedagogico del documento, il rapporto tra persona, scuola e famiglia, la prospettiva interculturale, il canone disciplinare e le scelte metodologiche e curricolari. Si tratta di questioni che richiedono di essere approfondite in sede scientifica, attraverso analisi rigorose e un confronto pluralistico tra interpretazioni anche differenti.
Questo numero de “La Scuola e l’Uomo Ricerca” è pertanto dedicato alle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione, emanate nel dicembre 2025 e pubblicate in Gazzetta Ufficiale nel gennaio 2026, con applicazione graduale a partire dall’anno scolastico 2026/2027, con lo scopo di promuovere un dibattito sereno e approfondito, che cerchi di far luce sulle principali questioni poste dal nuovo testo.
Sono quindi attese e accolte nel prossimo numero di SeU-R riflessioni teoriche, revisioni sistematiche e altri contributi che possano inquadrare, dal punto di vista scientifico, l’orientamento pedagogico e culturale delle nuove Indicazioni nazionali, l’antropologia di riferimento, l’impianto metodologico, gli approcci didattici che le hanno ispirate, il possibile impatto sulla professionalità docente e sull’organizzazione scolastica.
A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, potranno essere approfonditi uno o più dei seguenti temi.
- La storia della pedagogia, l’epistemologia delle discipline, la sociologia dell’educazione e la docimologia nei programmi didattici della scuola repubblicana;
- Il profilo epistemologico delle discipline e la loro trasposizione didattica;
- Il canone culturale di riferimento: quali nuclei fondanti e quali autori vengono privilegiati o esclusi;
- Il modello di apprendimento e la progettazione curricolare: i presupposti psicologici e cognitivi del testo normativo, le teorie psicopedagogiche sottese e la nuova architettura della progettazione (competenze attese, obiettivi specifici di apprendimento e conoscenze);
- La valutazione e la docimologia: la funzione della valutazione e i criteri di successo, nell’ottica della valorizzazione del merito;
- Il modello di inclusione e di equità sociale: la gestione delle diversità e il rapporto tra merito e uguaglianza delle opportunità;
- L’impatto organizzativo sul sistema scolastico e sulla professionalità docente: il contesto sistemico, il profilo del docente che emerge dal testo e la sostenibilità del curricolo;
- L’uso critico, generativo ed etico dell’Intelligenza Artificiale;
- Questioni didattiche e culturali quali la diversa periodizzazione nello studio della storia, lo spostamento del baricentro verso l’Occidente.
Avvertenze per la proposta degli abstract e dei contributi
La Rivista – classificata in Classe A da ANVUR, nei settori 11/D1 e 11/D2 – accoglie contributi in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, in forma di “Articolo”.
Gli articoli dovranno essere inviati alla casella call@scuolaeuomo-ricerca.it entro il 31 ottobre 2026, specificando nell’oggetto “PROPOSTA CONTRIBUTO – CALL La Scuola e l’Uomo-Ricerca – 2/2026”.
I contributi saranno redatti in due versioni: la prima resa anonima, priva di riferimenti che ne rendano identificabile l’Autrice o l’Autore da parte dei revisori; mentre la seconda dovrà contenere:
- Nome, cognome dell’Autrice o dell’Autore, ruolo, affiliazione, e-mail (in caso di più autori, il Corresponding Author)
- Titolo in Italiano e in inglese
- Abstract in italiano e inglese
- Parole chiave in italiano e in inglese.
I contributi saranno valutati con un processo di peer reviewing in modalità double blind.
Dopo la valutazione da parte dei referee, sarà data comunicazione dell’esito entro il 10 dicembre 2026 agli interessati, i quali – in caso di richiesta di revisione – potranno inviare alla redazione il contributo aggiornato e rivisto entro il 31 dicembre.
Il testo consegnato come edizione definitiva per la stampa dovrà essere conforme alle norme redazionali e dovrà avere una lunghezza compresa fra i 25.000 e i 30.000 caratteri, spazi inclusi.
Contributi di maggiore ampiezza, in forma di saggio e con una lunghezza comunque non eccedente i 50.000 caratteri, spazi inclusi, verranno autorizzati alla pubblicazione dalla Direzione della Rivista.
I contributi che supereranno la procedura di referaggio a doppio cieco saranno pubblicati, nel mese di gennaio 2027, nel numero 2/2026 – in formato online – de “La Scuola e l’Uomo – Ricerca”.
Le norme redazionali sono pubblicate sul sito della rivista. Saranno in ogni caso inviate per posta elettronica agli autori interessati, unitamente alla comunicazione dell’accettazione da parte degli Editor della loro proposta di contributo.
Si riepilogano di seguito le scadenze della call:
Sottomissione articolo: entro il 31 ottobre 2026;
Comunicazione agli interessati dell’esito della valutazione: entro il 10 dicembre 2026;
Eventuali revisioni dell’articolo: entro il 31 dicembre 2026;
Pubblicazione del numero 2/2026 della Rivista: gennaio 2027.


